- Devi essere iscritto a questo corso per accedere ai suoi contenuti.
- Devi essere iscritto a questo corso per accedere ai suoi contenuti.
Torna a: con la Dott.ssa Marina Carlotta Peruzzo
1° Modulo – Dall’Apatia All’Amore

Capitolo 1: Introduzione e contesto del corso
Il corso “Dall’Apatia all’Amore” nasce dal desiderio di esplorare una tematica sempre più presente nella società contemporanea: l’apatia. Come sottolineato da Claudio Sabato, fondatore di Spazio Amore, l’idea nasce da un confronto con la Dott.ssa Marina Carlotta Peruzzo e dalla comune osservazione di un fenomeno crescente: l’appiattimento emotivo, la perdita di vitalità e di connessione con il proprio sentire profondo.
Marina è una psicologa clinica, psicoterapeuta, analista transazionale e criminologa, con un approccio psicologico integrato che ha definito “psicolistico”. In questo ciclo di incontri, la Dott.ssa Peruzzo intende accompagnare le persone in un percorso di comprensione, consapevolezza e trasformazione dell’apatia, attraversando vari ambiti del sapere: neuroscienze, filosofia, psicologia e psicoterapia.
Capitolo 2: Definizione e cornice teorica dell’apatia
L’apatia è una condizione caratterizzata da una mancanza di sentire. Le persone apatiche non provano più gioia, dolore, desiderio. Alla domanda “Come stai?”, spesso rispondono con incertezza o silenzio. L’apatia viene spesso confusa con la pigrizia, ma in realtà è una risposta adattiva dell’organismo ad un vissuto traumatico o prolungatamente doloroso.
Non si tratta di un capriccio o di una debolezza: l’apatia è una forma di sopravvivenza psicologica, un modo in cui il corpo e la mente rispondono a ciò che non sono più in grado di reggere.
Capitolo 3: Apatia e anedonia nelle neuroscienze
Dal punto di vista delle neuroscienze, l’apatia è associata a disfunzioni di specifiche aree cerebrali:
- Corteccia prefrontale ventromediale: responsabile della motivazione, del controllo emotivo e decisionale. La sua alterazione compromette l’iniziativa e la capacità di scelta.
- Nucleo accumbens: parte del sistema della ricompensa, legato alla sensazione di piacere. Lesioni in quest’area si osservano in malattie neurodegenerative come il Parkinson.
- Sistema dopaminergico: la dopamina è il neurotrasmettitore centrale della motivazione. Un deficit dopaminergico comporta perdita di interesse, apatia, anedonia.
- Corteccia cingolata anteriore: coinvolta nella regolazione emotiva e decisionale. La sua compromissione può generare indifferenza emotiva e ridotta reattività.
Capitolo 4: Neurotrasmettitori e apatia
Due sono i principali neurotrasmettitori coinvolti:
- Dopamina: associata alla motivazione e al piacere. La sua carenza è presente in molte patologie psichiatriche, come la depressione maggiore.
- Serotonina: sostanza del “buon umore”. Livelli bassi di serotonina sono riscontrabili in stati depressivi e contribuiscono all’anedonia.
Capitolo 5: L’apatia nel DSM e l’anedonia
Nel DSM-5, l’apatia è trattata come anedonia, ovvero la mancanza di interesse o piacere in attività precedentemente considerate gratificanti. L’anedonia è uno dei sintomi cardine del disturbo depressivo maggiore, ma può manifestarsi anche in altri disturbi psichiatrici come:
- Schizofrenia
- Disturbo post-traumatico da stress
- Disturbi da uso di sostanze
- Disturbi di personalità (es. schizoide, schizotipico)
Capitolo 6: Tipologie di anedonia
La Dott.ssa Peruzzo distingue diverse forme di anedonia:
- Anedonia sociale: disinteresse verso relazioni e interazioni sociali.
- Anedonia sensoriale o fisica: perdita di piacere nei confronti di stimoli corporei (es. cibo, sessualità).
- Anedonia motivazionale: mancanza di spinta ad agire, anche in attività minime.
- Anedonia anticipatoria: incapacita di provare piacere nell’attesa di un evento positivo.
- Anedonia consumatoria: impossibilità a provare piacere nel momento in cui si vive l’esperienza stessa.
Capitolo 7: Diagnosi dell’apatia
La diagnosi clinica dell’apatia si basa sulla scala AES (Apathy Evaluation Scale), che valuta tre aree fondamentali:
- Comportamento/attività: ridotta iniziativa, passività nelle attività quotidiane.
- Cognizione: mancanza di curiosità, attenzione, coinvolgimento.
- Emozioni: indifferenza emotiva, reazioni piatte a stimoli positivi o negativi.
Per diagnosticare l’apatia, almeno due di queste tre aree devono essere compromesse per un periodo minimo di quattro settimane.
Capitolo 8: Origini dell’apatia
L’apatia può derivare da:
- Depressione: in particolare l’anedonia è il sintomo chiave del disturbo depressivo maggiore.
- Esaurimento emotivo (burnout): causato da sovraccarico, mancanza di recupero, stress cronico.
- Meccanismo di difesa: risposta inconscia per proteggersi da emozioni troppo intense o traumatiche.
Capitolo 9: Trauma e apatia
Marina distingue tra:
- Macrotraumi: eventi traumatici improvvisi e di grande impatto.
- Microtraumi: esperienze ripetute e meno evidenti, che accumulandosi generano un effetto logorante.
L’apatia può emergere come risposta al trauma, come manifestazione di una disconnessione dal sentire per sopravvivere psicologicamente.
Capitolo 10: Esempi e metafore
Una metafora ricorrente nella lezione è quella del “muto” del televisore. Nell’apatia, il volume del nostro sentire è abbassato a zero. Non è che non ci sia nulla, ma non lo percepiamo. Il percorso terapeutico mira ad alzare lentamente quel volume: da 1, a 2, fino a sentire di nuovo.
Un’altra immagine forte è quella del film Pirati dei Caraibi: i personaggi colpiti da una maledizione non provano più nulla, nemmeno mangiando o amando. Un esempio efficace di anedonia.
Capitolo 11: Giovani e apatia
Dalla discussione con il pubblico emerge la forte incidenza dell’apatia tra gli adolescenti. Marina sottolinea la mancanza di guide autentiche e la moltiplicazione di identità possibili come fattori di smarrimento. La gioventù oggi oscilla tra apatia e rabbia, spesso come risposte a un vuoto di senso.
Capitolo 12: Il paradosso del senso di colpa
Una partecipante condivide: “Come uscire dall’apatia che mi fa sentire in colpa”. Marina osserva come l’apatia, di per sé, sia un silenzio emotivo, e il senso di colpa sia generato da un’altra parte interiore: spesso una voce critica, normativa, che giudica anche lo stato di apatia. In questo senso, è importante distinguere le “parti” interne in conflitto.
Capitolo 13: Apatia e spiritualità
Marina e Claudio toccano il tema del rischio di confondere stati apatici con stati “elevati” spiritualmente. La figura del maestro zen impassibile, ad esempio, viene spesso mal interpretata: dietro l’apparente immobilità, vi è una presenza profonda e consapevole, non un’assenza. Si distingue anche il concetto di “bypass spirituale”: quando si usa la spiritualità per evitare di sentire.
Capitolo 14: Finalità del corso
Il corso mira a fornire strumenti cognitivi ed esperienziali per:
- Riconoscere i segnali dell’apatia
- Comprenderne l’origine
- Leggere le emozioni come messaggi vitali
- Iniziare un processo di riattivazione del sentire
Marina sottolinea che in alcuni casi, soprattutto quando l’apatia è legata a traumi profondi, è necessario un percorso psicoterapeutico personalizzato.
Capitolo 15: Conclusione e prossimi incontri
La prima lezione ha posto le basi teoriche e neuroscientifiche per comprendere l’apatia. I prossimi tre incontri seguiranno questo schema:
- L’anedonia come meccanismo di difesa
- L’anedonia secondo l’Analisi Transazionale
- Conoscere le emozioni: ascoltarle, comprenderle, trasformarle
“Il contrario dell’amore non è l’odio. È l’indifferenza.” (Elie Wiesel)
Questo corso è un invito a riaccendere la vita, a rialzare il volume del nostro cuore.
SpazioAmore
