Torna a: con Claudio Sabato

Viviamo immersi nella dualità.
Giusto o sbagliato.
Bene o male.
Maschile o femminile.
Corpo o mente.
Io o l’altro.
Tutto in noi — fin dalla nascita — è plasmato da questa percezione che divide e contrappone.
E ogni tentativo di risolvere il conflitto tra gli opposti è stato, il più delle volte, teorico.
Intellettuale.
Mentale.
Ma la verità è che questo conflitto non si può risolvere con il pensiero.
La dualità non si supera con la logica.
Si trascende solo attraverso un’esperienza interna, diretta.
E questa esperienza ha un nome:
Amore.
Amore è la percezione dell’unità dentro la dualità.
Amore è ciò che ci fa smettere di vedere il mondo come spezzato,
e ci permette di sentirlo come un tutto in movimento.
Non più separazione.
Ma armonia.
Non più contrapposizione.
Ma coerenza.
Non è un concetto, né una bella idea.
È qualcosa che si sperimenta.
Si sente.
Si diventa.
E lo strumento che ci permette di entrare in questo stato —
non in modo metaforico, ma concreto, biologico, reale —
è il cuore.
Il cuore: centro e ponte
Il cuore è il centro del nostro corpo,
ponte tra il sopra e il sotto, tra la mente e il ventre.
Ma è anche il centro percettivo della coerenza,
l’unico luogo capace di integrare le polarità invece di escluderle.
È attraverso la sua intelligenza —
la sua capacità di generare stati di coerenza fisiologica, emozionale e percettiva —
che possiamo iniziare a trascendere la dualità.
Non si tratta di scegliere un polo o l’altro.
Ma di sentire entrambi come parte di un tutto più grande.
Questa è l’esperienza dell’amore:
non la cancellazione della dualità, ma la sua armonizzazione.
Ed è questa la pratica del cuore che esploriamo insieme.
Non per fuggire dalla complessità.
Ma per imparare a sentirla da uno spazio più vasto, più calmo, più vero.
“Non si tratta di risolvere la dualità.
Si tratta di tornare al punto in cui la dualità non divide più.”
Questo punto è il cuore.
